MUORI DI LEI DI STEFANO SARDO, LA RECENSIONE

Un insolito noir sentimentale, ricco di colpi di scena

Muori di lei: un classico triangolo amoroso

Lui, lei e l’altra. Il tema è antico e di sicuro  non è nuovo neppure nel cinema. “Quando la moglie è in vacanza”, 1955, regia di Billy Wilder non si sofferma alle apparenze. Indaga i motivi che spingono al tradimento, tra questi, la solitudine e la passione possono essere determinanti. In Muori di lei di  Stefano Sardo il tradimento è solo l’inizio. In tempo di Covid-19, nel periodo più terribile del lockdown, Luca (Riccardo Scamarcio) si trova chiuso in casa mentre la moglie Sara (Maria Chiara Giannetta), medico, è impegnata in turni massacranti per gestire l’emergenza sanitaria. Il caso vuole che nel B &B di fronte al loro appartamento sia forzatamente bloccata anche l’affascinante Amanda (Mariela Garriga). Galeotta la terrazza dello stabile che ospita i due vicini  per i loro esercizi di ginnastica all’aria aperta. Immancabilmente Luca e Amanda  si abbandoneranno ad una passione irresistibile, complice la forte carica erotica di lei.

Ma è solo l’inizio. Il film vira poi in direzioni inaspettate dove nulla è come sembra. ” Bisogna stare attenti a quello che si desidera” afferma Amanda, quasi come monito, in una delle prime scene in cui il sodalizio amoroso sfugge al controllo razionale.

Stefano Sardo

Musicista leader dei Mambassa, sceneggiatore di numerose opere di successo (“Il ragazzo invisibile” 2014, il sequel “Il ragazzo invisibile – Seconda generazione” 2018),  Stefano Sardo  è al suo secondo film come regista, dopo Una relazione (2021) di cui è anche sceneggiatore e produttore. Il suo esordio registico si cimenta con una storia fortemente autobiografica. Tommaso e Alice vivono insieme da 15 anni ma decidono di lasciarsi, restando però amici. Affrontano il dolore della fine della loro relazione, in un percorso di complesse contorsioni sentimentali dove nulla è scontato, neppure il bisogno di continuità in una società dove invece poco sembra permanere.

Muori di lei

La seconda prova di regia di  Sardo, creata su una idea dello stesso  che scrive la sceneggiatura  in  tandem con Giacomo Bendotti,  ancora una volta esplora il vissuto  e le contraddizioni di una coppia,  nello  sfondo di un momento tragico del nostro recente passato: la pandemia da Covid-19. Il lockdown   annunciato in televisione dal Presidente del Consiglio Giuseppe Conte  congela le vite di tutti. Per il professore di filosofia Luca, senza grandi aspirazioni, un po’ introverso e schiacciato dalle aspettative dell’arrogante suocero (un efficace Paolo Pierobon), tutto sembra cambiare. Lo stesso Scamarcio presenta il suo personaggio come: “Un uomo orfano di un padre morto da eroe salvando la vita a dei bambini in un incendio, mentre lui è così poco coraggioso. È un po’ un gatto da appartamento al quale piacerebbe essere un leone, ma resta un gattone da divano”.

Dunque, improvvisamente l’esistenza di tutti i giorni viene quasi “congelata”, le poche ore di DAD non bastano a riempire la giornata di Luca, mentre al contrario Sara è costretta a turni massacranti in ospedale, per affrontare l’emergenza sanitaria in atto. La frustrazione di avere un figlio concepito con una  fecondazione assistita, la noia della vita quotidiana, l’assenza di Sara favoriscono in Luca la nascita della passione per la conturbante Amanda (l’attrice cubana  naturalizzata italiana Mariela Garriga, perfetta nel suo ruolo). La vicina, una specie di femme fatale che lo attrae, lo sconvolge, perché:” Non è solo desiderio fisico, erotico … quando il desiderio c’è, anche inconscio, la partita istintiva diventa preponderante” (Riccardo Scamarcio).

La recensione

Muori di lei riflette il carattere poliedrico del suo autore. La sua sensibilità e preparazione musicale non sfuggono allo spettatore, colpito subito dalle note energiche dei titoli di testa, in cui prendono vita gli  incredibili  disegni animanti di Donato Sansone. La rappresentazione del mondo interiore di Luca è quasi simboleggiata da  Io sto bene dei CCCP che lui ascolta quando passa l’aspirapolvere. Il tocco dei  Mambassa è riconoscibile in un cameo. Lo sfondo musicale di carattere è un buon corollario per la  sensibilità dell’autore verso la complessità delle relazioni umane. Sardo crea una sceneggiatura dinamica, forse un po’ scontata nella prima parte ma inaspettata nel divenire del film. La disinvoltura degli autori aggiunge materiale e mescola i generi, forse sovraccarica un po’ troppo. Di sicuro non annoia. E’ comunque interessante lo scandaglio dei punti di vista, l’assenza di uno sguardo moralistico, il registro ironico lieve e disincantato che indaga nel lato oscuro delle vite e dei desideri, oltre il bene ed il male, oltre le classi sociali e la lotta per il benessere.

 

Il Trailer ufficiale

 

 

Emma Borella per http://LiveMedia24.com

 

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