
Patrizio Pelizzi: anima e cuore in ogni singolo progetto di Pupi Avati
Un nuovo progetto per l'attore Patrizio Pelizzi, un nuovo lavoro al fianco di Pupi Avati, un regista a cui deve tanto.
LiveMedia24 incontra l’attore Patrizio Pelizzi presente nel nuovo film di Pupi Avati, “L’orto americano”.
Un progetto a cui Patrizio Pelizzi tiene molto, cosi come tiene molto al regista, Pupi Avati, un uomo con cui ha spesso avuto modo di collaborare.
Vi lasciamo a questa nostra intervista, alle parole di Patrizio Pelizzi che ci parla anche del suo futuro artistico.
Ti ringraziamo per aver accolto il nostro invito, Patrizio. Come procede il tuo vissuto?
Molto bene, grazie! Sono felice di poter vivere questa nuova esperienza.
Sei parte dell’ultimo progetto cinematografico del regista Pupi Avati, “L’orto americano”, cosa puoi anticiparci a riguardo?
Da venticinque anni, circa, collaboro con il maestro Pupi Avati, uno straordinario artista e uomo a cui devo davvero tanto. Un horror, “L’orto americano”, un progetto di cui non posso dire tanto, ovviamente, se non che vi troverete al suo interno molta umanità. Un progetto realizzato in bianco e nero, uno stile, se vogliamo, alla Hitchcock e alla Robert Siodmak, tra dramma, inquietudine e molta giurisprudenza e amore.
Cosa ti regala, ad oggi, questo mestiere?
In primis mi regala il rispetto di me stesso e del prossimo, senza dimenticare l’umiltà, una carta più che importante. Questo mestiere ci regala tanto ma, al contempo, può anche toglierci molto. Posso assicurarti che questo cammino è molto tortuoso e di per sé complicato. Non è facile poter vivere soltanto di arte. A dimostrazione di ciò il periodo pandemico vissuto, in cui eravamo a tratti persi, relegati in casa, senza sapere cosa sarebbe poi accaduto. L’arte, in quel periodo così delicato, ci ha a suo modo aiutato, fornendoci una valida speranza.
Un sogno nel cassetto?
Ne ho ancora tanti di sogni chiusi nel cassetto. Mi piacerebbe portare in scena, tra l’altro, una sceneggiatura da me realizzata insieme ad un altro progetto a cui tengo molto, un libro. Da poco ho perso mia nonna, una donna forte, dal vissuto e dalle origini importanti. Parlare di lei mi sembra il minimo che possa fare, vista l’età in cui è mancata, tra l’altro.
In ultimo, cosa bolle in pentola per il futuro?
Questo marzo sarò giurato per un Premio Letterario al Teatro Ghione e con me molti altri colleghi importanti. Si tratta di un premio ideato e condotto dal Dottor Roberto Sarra. Dopo di ciò tanto altro ancora ci sarà ma al momento non posso anticiparvi nulla. Nel parleremo in futuro, con piacere.
Alessia Giallonardo per LiveMedia24
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